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Aranciate: alzata al 20% la quantità di agrume, esultano le aziende del sud Italia

Ci sarà più arancia nelle spremute che compriamo al supermercato. Dopo l’ok dell’Unione Europea, infatti, è entrata in vigore da pochi giorni la nuova normativa che fissa al 20% la quantità di succo che deve essere presente nelle bibite analcoliche vendute come spremute o succhi di agrumi. La norma contenuta nella legge 161 del 30 ottobre 2014, applicata dal 6 marzo 2018, innalza dal 12% (imposto precedentemente) al 20% il contenuto di succo d’arancia nelle aranciate prodotte e vendute in Italia. Le bevande prodotte prima del 6 marzo che in etichetta indicano il 12% di succo, potranno essere commercializzate fino a esaurimento delle scorte. La nuova normativa rappresenta un importante elemento per i consumatori che da oggi possono beneficiare di succhi e spremute confezionate qualitativamente migliori ma soprattutto un successo per gli imprenditori agricoli del sud Italia che da oggi vedranno quasi raddoppiata la richiesta di arance ed agrumi destinati all’industria alimentare. Secondo Coldiretti saranno 200milioni i chili in più di arance richieste in Italia dai produttori di bevande analcoliche per adempiere alla nuova normativa.